Leggodico (segnalazioni librarie). Roma dall’alto.

Leggodico (segnalazioni librarie). Roma dall’alto.

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Roma dall’alto. Forme della città nella storia
di AA.VV. Edizioni Jaca Book (Collana Patrimonio artistico italiano)

Il volume vede impegnati i maggiori esperti di storia dell’arte di Roma, secondo i periodi dall’antichità alla contemporaneità. La fotografia da elicottero permette la visione “a volo d’uccello”, che ben ci ricorda il “vedutismo” del ’600 e del ’700. Si ha così la possibilità di cogliere singoli edifici, complessi monumentali o relazioni tra costruzioni con una plasticità nuova, che spesso permette una lettura più sintetica delle opere e una coscienza topografica. La Roma antica e quella del ’600 e ’700, con la sua forte teatralità, hanno in comune una viva evidenza, basti pensare da un lato ai vari fori, al Pantheon, al Colosseo o alle mura e dall’altro alle piazze e alle opere di Bernini e Borromini. Altre emergenze si prestano a una lettura molto interessante e affascinante, come le basiliche e le chiese paleocristiane o i capolavori del Rinascimento a partire dal Campidoglio, per poi sorvolare le ville e i famosi giardini, che dal basso non possono mai essere colti in un “colpo d’occhio”. Anche il Medioevo darà delle sorprese, e la contemporaneità, con la Roma dell’eur che pare uscire da una pittura metafisica. Il volume costituisce uno strumento di supporto alla storia dell’arte di grande interesse, oltre che un’opera di estrema piacevolezza. È uno strumento perciò innovativo per gli studiosi e anche per gli amatori, e propone una serie inedita di visioni di Roma. “Gli autori coinvolti – si legge nell’editoriale -, tra specialisti più accreditati dei singoli aspetti, hanno tentato una sintesi fortemente interpretativa delle forme assunte della città nei diversi periodi, e di conseguenza selezionato un ristretto numero di monumenti particolarmente rappresentativi. Su tale traccia ha lavorato il team dello studio BAMS photo Rodella di Montichiari per realizzare le riprese fotografiche, che quindi si sono sviluppate in stretto e proficuo dialogo reciproco. L’opera non ha la pretesa di esaurire una materia di fatto “inesauribile”, sia per lo svilupparsi degli studi sia per l’incalzare delle scoperte archeologiche (di età classica e postclassica), ma l’esperienza degli autori e dell’abilità dei fotografi ha consentito di approntare un “atlante” – teoricamente in fieri – di prese di vista nuove e talvolta inedite, fondamentali per la comprensione della storia urbana della città, nella trasformazione del tessuto viario e nella “crescita” del patrimonio monumentale”.      

 

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