“Ora Rischiara”, quella luce che “cambia contorno ai pensieri”

“Ora Rischiara”, quella luce che “cambia contorno ai pensieri”

anteprima

La luce cambia contorno ai pensieri. A ben pensarci è proprio la luce a trasformare in memoria i 26 pezzi [di Ora Rischiara] luce che tiene lontani i veleni della specie, anche a costo di alcuni flashes nostalgici, e ci figuriamo tutte le invenzioni a cui accennavo in precedenza: racconti d’infanzia ripresi quando il nuovo irrompe con piccoli tocchi e qualche spintarella. Non risolviamo il mistero, così come non lo risolve questo sottile libretto (sottile in ogni accezione): non avrebbe alcun senso così come non lo avrebbe decifrare l’orario dei treni. Orario e i 26 pezzi sono utili, ognuno a loro modo. A me sembra di avvisarvi una collana di casi messi lì a bella posta, perché è vero che non si butta via mai niente, ed è vero che la poesia sta negli angoli dei libri e delle case, sta nelle librerie paterne e negli autori che non smetteranno mai di piacerci.

(uno stralcio della prefazione di Elio Grasso)

 

 

 

Ora rischiara (in uscita, EscaMontage 2019),
con traduzione inglese a fronte

possediamo una seconda memoria il cui filo corre attraverso le ore un paio di brache e una camicia stracciata come lungo una catena incandescente il vino è il simbolo del sangue le viti di Lumbarda mettono radici in un terreno di sabbia la polvere ci aveva seccato la gola il satiro predilige gli scenari di questo genere ci sono situazioni in cui il senso profondo delle parole più familiari si fa improvvisamente manifesto cisterna il meraviglioso non suscita in noi nessuna sorpresa vivono tutte ancora le isole madri di Eroi ogni anno rifioriscono

*

ti avvedi dal suono di queste parole che il tempo è incrinato davanti al cielo s’intravede un altro cielo intatto non resta che togliere strati all’aria immobile suono dopo suono svelare la muta distesa di senso provvidenziale arriva l’eco di un tuono

*

il rumore sottile dell’erba il sospiro di un cancello la pensosità di un recinto gli occhi mansueti di un gregge all’improvviso la corsa del tempo inciampa nei buchi neri delle lepri

*

è caduto un angelo in mezzo al niente il cielo è evaporato sono rimasti i pesci sul fondo di un bicchiere salati gli occhi di chi inerme guarda le ali senza volo un uomo vestito di nero raccoglie pioggia bianca con un cappello offre piume ai passanti scrive sui muri

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