Arte… in sala d’attesa

Arte… in sala d’attesa

Victoria station Mumbai CENCELLI
Victoria station Mumbai

Ebbene sì c’è arte anche nelle stazioni ferroviarie. Tre stazioni, tre continenti: la Union Station di Washington (USA), la Stazione Centrale di Milano e la Stazione indiana di Chhatrapati Shivaji. Proprio quest’ultima, la Chhatrapati Shivaji Terminus a Mumbai, è la più vecchia. Fu costruita tra il 1878 e il 1888 quando l’India era ancora una dipendenza britannica e conosciuta col nome di “Victoria Terminus”. Fu progettata dall’architetto britannico Frederick William Stevens nello stile neogotico vittoriano con ispirazione ai modelli italiani tardomedievali. Questo stile fonde così il gusto europeo e quello indiano. I colori e le decorazioni riprendono le caratteristiche dell’arte Moghul ed Hindi, come le decorazioni delle ceramiche della tradizione rajput, o la presenza di varie tipologie di archi: a tutto sesto, sesto acuto od ogivale convesso.

La cupola è a struttura ottagonale e sormontata da una colossale figura femminile rappresentante il Progresso, con torcia rivolta verso l’alto e ruota a raggi nelle mani. L’architettura colpisce innanzi tutto per la maestosità ma anche per la presenza massiva di decorazioni, come statue, bassorilievi e fregi.

Per età, segue la Stazione americana di Washington, costruita infatti tra il 1903 e il 1908. L’architetto Daniel H. Burnham modellò l’intera struttura ispirandosi allo stile neo-classicheggiante Beaux-Arts, alle Terme di Caracalla e Diocleziano e, infine, agli archi trionfali romani. La facciata, infatti, presenta sei enormi colonne ioniche con una sporgente trabeazione con altrettante statue modellate sui prigionieri Daci dell’Arco di Costantino. Anche in questo caso le statue rimandano idealmente al progresso e ai trasporti: Prometeo, Talete, Temi, Apollo, Cerere e Archimede. La sala principale domina senza dubbio l’intera stazione: coperta da soffitto a cassettoni esagonali in gesso è circondata da balconate su cui si affacciano trentasei figure di legionari romani. Originariamente le statue furono esposte nude ma, i funzionari della ferrovia, temendo di offendere il pubblico, le “vestirono” con scudi. Ma la “romanizzazione” non finisce qui, nella East Hall e nella Sala Columbus Club le pareti e i soffitti sono decorati in stile Pompeiano. In Italia una delle stazioni ferroviarie più belle è quella di Milano Centrale. Costruita in pieno periodo fascista, l’inaugurazione è del 1931, l’ideazione è però precedente e di Ulisse Stacchini. La facciata è larga ben 200 metri circa mentre la volta si staglia per 72 metri d’altezza. Così come la stazione di Mumbai, anche quella milanese non ha una uno stile architettonico definito ma una fusione tra Liberty e architettura fascista. Ogni decorazione presente rimanda all’ideologia fascista che, come sappiamo, si rifaceva all’arte romana: troviamo così protomi leonine o fasci, così come statue rigidamente stanti, come le due ai lati della facciata rappresentanti due cavalli alati accompagnati da ignudi.

La stazione milanese non è solo nota per le sculture e i mosaici, in particolare il “Binario 21” ricorda la deportazione di ebrei italiani verso Auschwitz. Sotto la stazione è stato ideato il Memoriale della Shoah con materiale originario degli eventi dell’Olocausto.

 

Potrebbero interessarti anche

2 Commenti

I commenti sono chiusi.