Valérie Hadida e le sue “petites bonnes femmes”

Valérie Hadida toscano 1 

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Oggetto e soggetto di letterati, premi Nobel e artisti: l’universo femminile, in tutte le sue età, forme ed emozioni, vive nelle sculture bronzee dell’artista Valérie Hadida. La sua espressione artistica è un appassionato omaggio a Camille Claudel, alla quale ha dedicato anche il titolo di un’opera “divanetti” (Les causeuses).  Le sue donne, “mes petites bonnes femmes”, come la stessa le appella, esprimono sentimenti universali e l’usurante passare del tempo e delle emozioni sui loro corpi. Sono donne reali, lontane dal prototipo occidentale delle donne da copertina. Sono confuse e insicure adolescenti, donne di mezz’età appesantite, formose e stanche del loro vissuto o ancora abbandonate, dalle carni corrose dalla frustrazione di un sentimento non ricambiato. Un’umanità sfacciatamente rivelata da una tecnica scultorea dalla grande forza espressiva, pur nella delicatezza delle proporzioni e nella raffinatezza della cura dei dettagli. Emblema della complessità di un universo  popolato da anime dalle intense e screziate sfumature, un luogo dove gli uomini non sono esclusi, ma al contrario sono protagonisti silenti e assenti: “La maggior parte delle mie piccole donne è in attesa del loro uomo, la speranza o la disperazione di lui (l’espèrent ou désespèrent de lui)”.

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