Alessandra Brisotto, Goffredo Parise
Alessandra Brisotto, Goffredo Parise

 

La casetta sul Piave
o la scoperta del silenzio

                                    

È un odore che scorre sulla superficie dell’acqua.
Mi sorpassa a sinistra, sotto il corpo madido di sudore e lavico del cavallo.
La ghiaia unta di chiazze giallastre ed ombre, anche la mia, mi ci sottrae. Il mento è libero ancora.
Il cuore è schivo.
Sono quell’uomo grigio a onde seghettate,
sono il cavallo a tratti storpio che sprofonda nella sabbia,
sono la ghiaia e quella foglia in trasparenza sana.
 
 
È un rumore che scorre sulla superficie dell’aria, appena sopra l’erba dura e fiacca,
sopra uno stecco 
capriccioso che scodinzolando graffia il denso ventre
del cavallo.
Il mio.
 
Affondo a vanvera nell’erba masticata dalla pioggia,
sotto le piaghe del sole appese a tronchi di saggina
che la boscaglia se la spazzolano via.
Con me.
Avanzo e attendo di incontrare il silenzio.
 
Non so come sia, che forma abbia.
 
„Ci sei?!“
Lo penso, ma non lo dico.
 
 
Dietro un ronzio, un altro battitto di ciglia-foglia la casa è un rudere laggiù.
La casa.
 
 
                                – Ci sei? –
 
 
 
Testamento dopo
 
Sono cresciuto sotto la sabbia,
secco e cocciuto
accanto al seme inaridito e friabile del tempo
Volevo alzarmi in preghiera ma non sapevo piangere,
inumidirmi, accarezzarmi di vento,
spingermi oltre, dal basso in alto, per sempre.
 
 
E trascinando i mucchi di silenzi
gettati a caso nel dimenticatoio
esterrefatto
ho guadato il fiume di polvere e specchi
con le mie vecchie scarpe, sventrate.
 
 
Ho vagato cupo in disparte
per tutti gli anni del mondo
del mio mondo
solo.
 
 
Ora son qui, accanto a te
per tutti gli anni del tempo
                
 
* 5 Ottobre 2013, casa sul Piave di Goffredo Parise, a Salgareda, in provincia di Treviso, in onore e per amore dello scrittore.
 
 
 
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