
Maria Borio per Emily Dickinson e il nuovo “Cinquantacinque poesie” edito da Crocetti.
«Io abito nella Possibilità –/ Una Casa più bella della Prosa –/ Più abbondante di Finestre –/ Più ricca

«Io abito nella Possibilità –/ Una Casa più bella della Prosa –/ Più abbondante di Finestre –/ Più ricca

«Ora che con incerti passi/ siamo giunti nei luoghi di confine/ tra le ore che sono già trascorse/ dai

Versi indiamantati da una grazia indicibile innalzata da parole che «camminano con noi», dentro tremiti di «sconfinata attesa», verso

Si passeggia in città e il profumo delle robinie in fiore fa tornare in vita il mondo dell’infanzia e

«Esitavo. Mi sarebbe bastato pigiare un tasto. Non l’ho fatto, credo non per moralità né per rispetto, ma perché

L’amore, che rifrange luce in ogni direzione. L’amore, atto del tramandare e custodire. L’amore, mistero e rivelazione. L’amore, che

«Nell’attimo goduto/ Colgo l’eternità/ Nell’incompiutezza/ Vivo la perfezione/ Nell’indifferenza/ Di tutti gli orizzonti/ È possibile la trasmutazione», versi rivelativi

Il nostro muoversi incerti, modellando le giornate, seminando radici, in controluce, verso quell’essere «un’unica materia». Tra oggetti, figure e

tre domande, tre poesie «[…] Così come la figura genitoriale, uomo di mare che in una scatola ha lasciato

tre domande, tre poesie Queste Risme private confermano le doti del poeta di Quasi una scorciatoia (2020) e