
Chandra Livia Candiani, “La domanda della sete”, poesia che fa delle ferite luce di parola.
«Ascoltare. Ascoltare e basta./ Ascoltare meglio». Ascoltare tutti, non ultimi gli alberi e gli animali che «abitano la meraviglia».

«Ascoltare. Ascoltare e basta./ Ascoltare meglio». Ascoltare tutti, non ultimi gli alberi e gli animali che «abitano la meraviglia».

«È uno straripare di mondo/ che uguale si ripete/ ignaro/ di noi a occhi chiusi/ in un presente con

Mauro Curcuruto, Taormina 1978. Designer con la passione per la parola e il mare. Lavora in giro per l’Italia,

“tre domande, tre poesie” Franca Alaimo esordisce come poeta nel 1991 con Impossibile luna, a cui seguiranno altre diciannove

L’ancora, l’altrove, l’attesa, l’amore «che è tutto l’adesso», punteggiano “Il scappamorte” di Gian Mario Villalta (nella foto di Dino

in copertina, Enzo Cannizzo nella ph di Barbara Costabile L’inchiostro divampa sulla carta come “nello scalpitare di zoccoli/

Mettere in risalto il cuore pulsante dell’esistenza, la solitudine, scegliendo l’allegoria della coesistenza. E del resto, sovviene Pavese, tutto

A tutti i bambini del mondo, anche a quelli in età adulta o avanzata. Con questa dedica, il poeta

«Mi piacerebbe accatastare fusti/ di ricordi e farne un rogo/ alto come una guglia/ aggrappata alla vertigine,/ allo stremo

«Ma è sempre mio/ comunque / il luogo a cui tornare/ per sentirsi non albero/ ma seme / non



